Berlino

La mia precedente visita a Berlino risale al 1990, poco dopo la caduta del Muro. Pur essendo stato già abbattuto quasi completamente, la città era ancora profondamente divisa tra est e ovest. La parte più viva e pulsante era a occidente mentre a oriente rimanevano ancora i segni del regime comunista della DDR.

Quella che invece abbiamo trovato io e mia moglie Barbara in questo nostro viaggio è una città completamente trasformata, quasi fossimo capitati in un altro posto… E tutto in 18 anni! 1° giorno La partenza in auto è alla mattina presto per raggiungere l’aereoporto di Malpensa, dove ci attende un volo Air Berlin diretto all’aereoporto di Tegel, Berlino. Tramite Internet abbiamo prenotato uno dei tanti parcheggi situati nei pressi dell’aereoporto che includono nel prezzo anche un servizio navetta sia all’andata che al ritorno: veramente comodo.

Il volo è puntuale e la compagnia aerea, pur essendo una low cost, offre mangiare e bere gratuitamente (e all’andata ci sono pure i cartoni animati di Tom e Jerry).

Dopo essere atterrati puntualmente all’aereoporto di Tegel non dobbiamo fare troppa fatica per trovare l’autobus navetta per il centro città. Il capolinea infatti è esattamente davanti all’uscita del terminal arrivi dell’aereoporto, impossibile sbagliarsi.

Il bus parte ogni 15 minuti, il biglietto viene fatto direttamente a bordo dall’autista e il viaggio per Alexander Platz, l’altro capolinea, dura da 30 a 45 minuti in base se è un’ora di punta o no.

Una volta scesi ad Alexander Platz raggiungiamo l’omonima stazione della metropolitana, che sembra più un centro commerciale che una stazione, lasciamo i bagagli in custodia nel deposito bagagli e acquistiamo due abbonamenti, validi per 5 giorni, dei servizi urbani nell’uffico della compagnia trasporti situata proprio in stazione.  Berlino infatti è una città grandissima impossibile da visitare muovendosi unicamente a piedi.

 

Avendo l’appartamento dove soggiorneremo pronto per le 14 incominciamo a visitare la città.

Prima tappa Alexander Platz, cuore della Berlino Est e da cui sono visibili due simboli della Berlino comunista, la torre della televisione, che sta a Berlino come la Torre Eiffell sta a Parigi, e il Weltzeithur, l’orologio del mondo, che ricorda  un atomo ed è in puro stile sovietico anni 60; nella piazza si trova anche la (piuttosto brutta) fontana dell’amiciza tra i popoli.

Per il resto la piazza è dominata dal grattacielo di vetro dell’ hotel Park Inn e dal Kauhnof, i grandi magazzini dell’est, costruiti in opposizione al KaDeWe della Berlino Ovest.

Ed è proprio alla glalleria Kauhnof che trascorriamo il tempo che ci manca per recarci al nostro appartamento, visto anche la pioggia sempre più insistente. I magazzini sono grandi, ma niente di eccezionale.

Tornati in metropolitana si parte per Pranzleuer Berg, quartiere dove, tramite il sito internet Booking.Com, abiamo prenotato un mini-appartamento.

Prenzlauer Berg sotto la DDR era un quartiere popolare fatto di grandi casermoni grigi in cui bene presto si stabilirono i “dissidenti” del regime comunista. Vi nacquero numerosi locali, teatri e luoghi di ritrovo. Alla caduta del muro vi si trasferirono tanti giovani anche dalla parte ovest visti i bassi prezzi ed oggi è diventato uno dei quartieri più vivi e alla moda della città.

Sistemati i bagagli nel nostro appartamento ripartiamo subito, sempre in metropolitana, alla volta del KaDeWe, i grandi magazzini dell’ovest.

Dice il motto, “se qualcosa non lo trovate da noi significa che non esiste”; probabilmente è vero, ma scordatevi di trovare occasioni, anzi il tutto è piuttosto caro e lussuoso. Merita sicuramente una visita l’ultimo piano in cui si possono trovare (e assaggiare) cibi da tutto il mondo

2° giorno E’ sabato e così ne approfittiamo per visitare il mercato che si svolge a Kollowitz Platz, piazza nel cuore di Prenzlauer Berg. Lungo la strada decidiamo di compiere qualche deviazione in modo da dare uno sguardo più approfondito al quartiere. I vecchi palazzoni della Germania Est sono rimasti ma sono tutti restaurati e colorati. In mezzo alle lunghe strade dritte non mancano le sorprese come l’imponente chiesa Zionschirke, in stile gotico, e l’animata Kastanienalle e i suoi dintorni pieni di negozi di design e abbigliamento.

Arrivati in Kollowitz Platz siamo sopresi dalla vitalità di questo mercato che anima la bella piazza, i turisti sono pochi mentre molti sono giovani famiglie tedesche che si aggirano tra le bancarelle che offrono prevalentemente cibi biologici, dalle verdure ai formaggi. Da provare il Felafel ed altre specialità etniche! Verso l’ora di pranzo ci infiliamo nella fermata della metropolitana più vicina per cominciare il giro della Berlino più classica partendo da Parisien Platz.

La piazza è completamente diversa da come l’avevo vista nel 1990: tutti gli edifici, a parte la porta di Brandeburgo, sono stati ricostruiti o pesantemente restaurati. Sulla piazza oltre alla già citata porta si affacciano, tra gli altri, l’Hotel Adlon, l’Ambasciata Americana, l’Ambasciata Francese, l’Accademia delle Arti e la sede della DG Bank (se è aperta date un occhiata all’atrio).

 

La piazza, praticamente a qualsiasi ora, è affollata da turisti, venditori, artisti di strada che creano un caos sonoro. Se sentiste il bisogno di un pò di silenzio cercate una porticina proprio sotto la porta di Brandeburgo, vi introdurrà nella Stanza del Silenzio, un ambiente completamente insonorizzato in cui potrete, rimanendo in silenzio, sedervi, riposarvi e meditare.

Dalla piazza parte, in direzione est, l’arteria principale di Berlino, Unter den Linden (sotto i tigli), riportata al suo antico splendore dopo la caduta del muro. Su questa viale si affacciano numerosi edifici storici, oltre a caffè e negozi  turistici. Percorrendola verso est si incontrano l’Ambasciata Russa, la sede della Biblioteca Nazionale, l’Università Humboldt di fronte alla quale è posta la statua equestre di Federico il Grande. Dall’altra parte di Unter den Linden rispetto all’università si trova Babel Platz, su cui si affacciano il Teatro dell’Opera e la chiesa St.-Hedwigs-Kathedrale. Al centro della piazza si trova una bottola chiusa da un vetro sotto la quale si può vedere una stanza sotterranea con lungo le pareti delle librerie vuote, in ricordo del rogo dei libri non graditi al nazismo, avvenuto nel 1933 proprio in questo luogo.

Dietro Babel Platz si raggiunge un altra piazza: Gendarmenmarkt, caratterizzata da due chiese pressochè identiche la Franzoischer Dom (Duomo Francese) e il Deutscher Dom (Duomo tedesco). Nel mezzo si trova la konzerthaus Berlin, teatro dedicato ai concerti.  Ritorniamo poi verso Unter den Linden per concludere la nostra passeggiata sotto i tigli, dove; continuando verso est, si incontrano la Neue Wache, monumento in memoria di tutte le vittime della seconda guerra mondiale e del regime di berlino est, e, poco prima del ponte che chiude il viale, il Palazzo dell’Arsenale, oggi sede del Museo di Storia Tedesca, restaurato in parte con uno stile molto moderno. Pur non avendo visitato il museo merita una piccola deviazione la scala a spirale visibile sul retro dell’edificio.

3° giorno Alla mattina presto, messi in allarme da tutte le guide consultate, partiamo per il Reichstag. In effetti già alla mattina presto la fila è piuttosto lunga. Dopo un’attesa di più o meno 45 minuti riusciamo ad entrare nel parlamento tedesco salendo sulla cupola progettata da Norman Foster. La visita, gratuita, vale sicuramente di essere fatta sia per la vista che offre della città sia per l’architettura bellissima della cupola di vetro

Usciti dal Reichstag ci dirigiamo al Tiergarten, il parco che occupa la parte centrale di Berlino e dove si trovano gli edifici governativi dalle architetture veramente sorprendenti. All’interno del parco si trova anche la Case delle Culture del Mondo, un edificio a forma di conchiglia a dire il vero più bello in foto che dal vivo.

Merita, invece, una piccola passeggiata lungo il fiume Sprea per vedere da vicino gli avvenierisitci edifici del Distretto Governativo che si specchiano sulle acque del fiume.

Sui parapetti lungo la riva dello Sprea, un tempo confine tra est e ovet, si possono vedere delle croci bianche in ricordo di coloro che persero la vita nel tentativo di fuggire dal regime comunista.

Tornati verso la Porta di Brandeburgo ci incamminiamo verso il Monumento agli Ebrei Vittime dell’Olocausto, un opera imponente formata da migliaia di steli di cemento che vanno a costruire una specie di foresta/labirinto. Sotto la struttura si trova un museo sull’Olocausto il cui accesso però richiede una lunga fila. In mezzo alle colonne di cemento, verso Parisien Platz, si può vedere il bizzarro retro della DG Bank.

Poco oltre si arriva a Potsdamer Platz, ricostruita completamente dopo la caduta del muro da alcuni tra i migliori architetti del mondo. Tra i grattacieli della piazza spicca la cupola ad ombrello, progettata da Renzo Piano, del Sony Center, una piazza coperta in cui si trovano cinema, ristoranti, bar e il Museo del Cinema.

 

All’ingresso della piazza per la prima volta vediamo uno dei pezzi del Muro rimasti in piedi. Nei pressi di Potsdamer Platz si trovava il bunker in cui si uccise Hitler: per scelta del governo tedesco nessuna indicazione indica il luogo luogo esatto.

Dopo aver pranzato all’interno della struttura del Sony Center ci dirigiamo al Kulturforum, un complesso museale dove vorremmo visitare la Neue Nationalgalerie, esposizione di arte contemporanea, che però troviamo chiusa. Ripieghiamo quindi sulla Gemaldegalerie, pinacoteca di arte classica, veramente grande e completa, ma che probabilmente richiedeva molto più  tempo dell’ora dedicatagli da noi.

Torniamo poi verso Unter den Linden e imbocchiamo Wilhelmstrasse, la via in cui si trovavano gli uffici governativi del Terzo Reich.

All’inizio della strada si trova l’Ambasciata Inglese, dalla struttura veramente particolare, e bella. Poco più avanti, deviando a sinistra, si incontra un anonimo edificio di mattoni rossi su cui capeggia il volto di Lenin: la sede della temuta Stasi, la polizia politica della DDR.

La passeggiata continua lungo Willelmstrat all’ombra di palazzi dalla storia importante e ben raccontata da cartelloni posti lungo la strada. Si giunge così alla Topografia del Terrore: all’ombra di un lungo tratto del muro di berlino è stata allestita una mostra all’aperto sulla storia tragica della città ai tempi del nazismo. In fondo alla mostra si trova la sede della Gestapo.

Sicuramente un luogo toccante da visitare. Nei pressi si trova la sede del Trabi Tour che permette di affittare una Trabant  per visitare la città. Camminando verso il Checkpoint Charlie, se si guarda verso terra, è possibile vedere una doppia fila di mattoni incastonati nell’asfalto, indicanti il vecchio tracciato del muro.

Il Checkpoint Charlie era il luogo di frontiera fra il settore russo e quello americano, abbattuto il muro questo luogo divenne una normale strada fino a quando qualcuno ebbe l’idea di sfruttare commercialmente la fama del luogo, ricostruendo il posto di blocco con tanto di soldati di frontiera, trincea e negozi di souvenir che vendono pezzi del muro

Tornando verso Parisier Platz percorriamo l’elegante Friedrichstrasse, piena di negozi lussuosi e palazzi progettati da famosi architetti, qui si trova anche la galleria Lafayette, da visitare, più che per i prodotti in vendita, per l’imbuto di  cristallo che scende dal soffitto dell’edificio.

4° giorno Appena svegli ci rechiamo, in metropolitana, ad Alexander Platz, e da qui prendiamo il Bus 100 (soltiamente a due piani) che, come indicato da tutte le guide, offre un giro turistico della città al prezzo di una corsa d’autobus.

Scendiamo nel cuore della vecchia Berlino ovest, nei pressi dello zoo. Lo zoo è interessante, soprattuto se si è con dei bambini, ma probabilemnte la sua fama è data dal famoso libro (e film) Christiana F. Che narra le vicende di un gruppo di ragazzi tossicodipendenti che vivevano nella fermata della metropolitana dello zoo.

 

Usciti dal parco zoologico visitiamo la Kaiser Wilhelm Gedachtniskirche, chiesa bombardata durante la seconda guerra mondiale e mai ricostruita a monito della follia della guerra. A fianco delle macerie sono stati costruiti una nuova chiesa e un nuovo campanile dalla forma piuttosto avvenieristica (sono chiamati comunemente la cipria e il rossetto !). Questo luogo era il centro pulsante  di Berlino ovest e da qui parte la via più commerciale della città, Ku’damm, che però dalla caduta del muro ha perso gran parte del suo fascino e centrlaità rispetto ad Unter den Linden.

Si parte poi in metropolitana per visitare il Judisches Museum Berlin, nel quartiere di Kreuzberg. Un consiglio è quello di visitarlo con il supporto dell’audio guida in italiano. E’un museo interattivo, come ce ne sono altri a Berlino e oltre a raccontare la storia degli ebrei tedeschi è un opera d’arte in sè, pieno di simbolismi dal grande impatto emotivo: da non perdere e da visitare con il giusto tempo a disposizione.  Per concludere la giornata decidiamo di recarci alla East Side Gallery, a Friedrischshain, il più lungo tratto di muro ancora in piedi e su cui, nel 1990, artisti da tutto il mondo dipinsero numerosissimi murales. La visita è stata un pò una delusione in quanto quasi tutti i murales sono stati rovinati dalle intempreie o dai vandali. C’è da dire che il comune di Belrino ha deciso di stanziare un fondo per il suo restauro che dovrebbe cominciare nel 2009.

5° giorno  In metropolitana si parte alla volta di Alexander Platz, per visitare la zona circostante “Alex”, quella che fino al 1989 era il cuore politico della DDR. Per prima cosa ci rechiamo ai piedi della Fernsehturm, la torre della televisione, anche se quando ci siamo sotto decidiamo che è troppo alta per i nostri gusti, nonostante tutte le guide ritengano il panorama che si gode dalla cima imperdibile.

Ai piedi della torre si trova la Neptunbrunner, la fontana del Nettuno, parente povera dell’omonima fontana bolognese. A fianco della fontana si trova il Rotes Rathaus (muncipio rosso), dal colore dei mattoni con cui è stato costruito, sede del borgomastro di Berlino. Dall’altro lato della fontana sorge la Marienkirche, antica chiesa in stile gotico e il cui interno non è nulla di particolare.

Attraversando Spandauer Strasse si raggiunge il Marx-Engels-Forum, piazza dedicata ai due filosofi tedeschi, ricordati da due imponenti statue bronzee di fronte alle quali sono poste delle colonne metalliche. Un occhiata attenta a queste colonne rivela la presenza di foto del movimento comunista tedesco.  Statue e colonne sono tutte originali dei tempi della DDR

Il lato sud della piazza confina con il fiume Sprea, proprio di fronte al luogo in cui un tempo sorgeva il Palast de  Republik, sull’isola dei musei. La vecchia sede del governo della DDR è stata completamente abbattuta nel 2008 e al suo posto  verrà ricostruito il castello degli Hohenzollern, fatto a suo tempo demolire dal governo della DDR.

A questo punto il nostro itinerario subisce due variazioni, entrambe dovute alle lunghe file trovate prima all’ingresso dell’AquaDom, un enorme acquario cilindrico osservabile da un ascensore che vi passa attraverso, poi davanti al Pergamon Museum. Ne approfittiamo comunque per visitare l’Isola dei Musei, sulla quale appunto si trovano il Pergamon oltre ad altri quattro musei.  Decidiamo così di recarci al meno conosciuto Museo sulla DDR, grande poco più di una stanza ma che grazie alla sua concezione moderna di interattività con tutto ciò che espone permette di immergersi nello stile di vita ai tempi del  muro (lato est), una visita consigliata. Tornati ai giorni nostri ci rechiamo al quartiere di Nikolaitriviel, nucleo originale della città di Berlino, e dove per la prima volta troviamo l’atmosfera della cittadina tedesca che uno si apetterebbe di vedere in Germania, con casette dal tetto spiovente e travi in legno in vista sulla facciata. Nonostante sia tutto ricostruito, chiesa compresa, una visita la merita comunque.

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6° giorno Visto che la partenza è prevista per le 17 ne approfittiamo per visitare la zona degli Hackesche Hofe nel quartiere di Mitte.  Trattasi di una serie di cortili collegati tra loro, all’interno negozi alla moda, caffè e ristoranti. Davanti alle case del quartieri sono stati posti degli “strani sanpietrini”. Si tratta di pietre d’inciampo che ricordano le vittime dell’olocausto che vivevano in questi palazzi.

Nei dintorni pranziamo nel ristorante Gambrinus: super consigliato! Abbiamo preso 2 piatti unici con birra al prezzo di circa 27 euro in due…Vi assicuramo che le porzioni erano superabbondanti: una ci è arrivata addirittura dentro una mega padella! Il ristorante è frequentato prevalentemente da tedeschi, molti in pausa pranzo! L’atmosfera informale. Non accettano carte di credito. Per quanto riguarda il cibo l’impressione è che i tedeschi mangino sempre e qualsiasi cosa. In ogni dove ed a qualsiasi ora si sente odore di cibo. Da non perdere il wusterl tipico il “curry wursterl” cucinato in ogni angolo della città con le immancabili patatine fritte e katchup.  Vicino a Gambrinus, si trova il centro sociale Taschen, un palazzo bombardato e così rimasto a memoria della guerra.

Molte le attrazioni da segnalare in questo quartiere: da Sophienstrasse, a la Neue Synagogue, che ricorda, con la sua cupola dorata, una moschea.

E’ oramai ora di riprendere i bagagli rimasti nel deposito di Alexander Platz e riprendere il bus TXL che ci riporterà a Tegel e da qui l’aereo dell’AirBerlin fino a casa…

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