Aquitania

Iniziamo a pensare ed organizzare questo viaggio a fine aprile. Prenotiamo volo Ryanair da Bologna (a/r x 2 persone 110 euro con solo bagaglio a mano), la macchina (170 euro+ assicurazione kasco) ed i vari BB (Gites de France) come abbiamo fatto già lo scorso anno per visitare Loira, Normandia e Bretagna. http://en.gites-de-france.com/

L’Aquitania è forse una meta meno nota delle già fatte ma meritevole sia dal punto di vista artistico, paesaggistico che culinario (ottima cucina e vino per chi non come me – astemia fino al midollo – ama fare assaggi e bere del buon vino).

Partenza 23 luglio per Bordeaux e ritorno il 30 luglio.

27.7.2012

Il volo parte alle 15.30 circa. Partiamo da casa (centro di Reggio Emilia) alle 10.30 pensando di poter prendere un autobus ACT per la stazione. Nonostante avessimo consultato il sito che riportava orari diversi, alla fermata scopriamo che il bus ha una frequenza di ben 40 minuti! Decidiamo di incamminarci maledicendo il servizio autobus: intravvedo un taxi in lontananza e lo fermo al volo: per un momento mi sento una Carrie emiliana. Raggiungiamo così prima la stazione poi Bologna dove per fortuna c’è invece l’efficiente servizio Flybus che collega velocemente la stazione all’aeroporto.

Arriviamo a Bordeaux con circa 25 minuti di anticipo. Fa molto caldo… quasi come in Italia. Presa la macchina già prepagata (una Chevrolet Spark rosa con 7000 km) partiamo alla volta di Le Capy una frazione di Duzains nei pressi di Bergerac. Lì soggiorneremo per 3 notti con colazione al prezzo di 120 euro totali (40 euro a camera+colazione) http://en.gites-de-france.com/vacation-rentals-lot-et-garonne-douzains-chambre,gites47_b2012.1.2007.H.html#photo7

Abbiamo scelto questa come base strategica per la scoperta della Lot et Garonne e la Dordogna. Dopo aver percorso un tratto autostradale di circa 50 km (A62) proseguiamo verso la nostra meta grazie alla D933. Ci fermiamo in un centro commerciale per comprare qualcosa di pronto per cena. La strada inizia a svelare il carattere dolcemente rurale di questa regione coltivata a girasoli: una campagna verde ed ordinata, paesini in cui spiccano chiese romaniche dalle pietre grigio chiare ed i loro alti campanili. Pensiamo al tragitto ipotizzato per domani e arriviamo alle 20.15 a destinazione. Il BB è una bellissima dimora rurale immersa nel verde e nei fiori. Ci viene incontro il proprietario Gerard con sua sorella Marie Claire. Entrambi sono molto ospitali e carini nell’accoglierci. Siamo gli unici ospiti. Marie Claire ci mostra la nostra stanza, arredata con mobili antichi ben restaurati e di gusto. Il bagno è in camera. Sulla parete la foto in bianco e nero di una bambina, la mamma di Marie Claire da piccola. Siamo immersi dal verde e dai fiori. Il silenzio è rotto solo dal cinquettio degli uccelli: una piccola oasi di pace. Siamo ospiti anche di due gatti con cui entriamo subito in relazione. Visitiamo la camera della colazione, anch’essa ben arredata, da cui si vedono le mucche pascolare. Ci ritiriamo nelle nostre stanze a riposare e programmare il nostro itinerario…e ci godiamo il silenzio e la pace della campagna. Mi aggiro un po’ nel giardino e mi rendo conto di essere in un piccolo bosco che dirada in giardino e campi. La brochure presente in camera dice che la casa è stata costruita nel 1858 sullo stile di un piccolo castello di campagna della zona per la produzione di vino. La famiglia ne è proprietaria da sette generazioni. La mamma di Marie Claire (che conosceremmo nei giorni seguenti) ha aperto il BB nel 1979. Eventuali contatti lecapy@yahoo.fr

28.7.2012

Sveglia alle 8. La giornata sarà dedicata alla visita del Lot et Garonne. Facciamo una ricca colazione in compagnia di Marie Claire: cornetti, baguette, pane integrale, quattro tipi di marmellata fatta da lei, succhi di frutta, cereali, latte e caffè

Chiacchieriamo un po’ per conoscerci meglio. Marie Claire si conferma una persona premurosa e gentile. Ci consiglia di visitare il mercato nel villaggio limitrofo di Castillones, nostra prima tappa.

Partiamo: la giornata è nitida, il cielo terso. Il centro di Castillones è animato dal mercato dove accanto a generi comuni ad ogni luogo, si trovano bancherelle di specialità locali, in primis il foie gras. Il centro del paese è ben conservato ed esso è una delle tante Bastide che visiteremo: borghi fortificati, chiese romaniche, a poca distanza fra loro, intervallati da una campagna ordinata, dolcemente pendente, coltivata a foraggio e grano. Sostiamo nel piccolo borgo di Mountaut dove spicca la chiesa romanica e visitiamo l’animato paese di Villareal: un borgo tipico al cui centro spicca la struttura del mercato coperto. Fra gli oggetti tipici ed artigianali del luogo la ceramica. Compriamo un piccola ciotolina da riportare al padre di Nicola presso un atelier: Atelier de Lors-Villand. Ha degli oggetti interessanti, la signora è simpatica e parla un ottimo inglese.

Il nostro tour prosegue alla volta di St. Avit. Ci arriviamo dopo una breve sosta alla chiesa di Rives ed osserviamo da vicino la facciata. Inizia ad essere molto caldo. Arriviamo a St.Avit alle 12 ed il borgo si presenta a noi in modo suggestivo. Lasciamo nel parcheggio in basso la macchina e procediamo a piedi per la breve salita che ci conduce in questo piccolissimo paese apparentemente disabitato sebbene non lo sia: non abbiamo incontrato una macchina, sentito un rumore, visto una persona. Il silenzio regna, i colori intensi della campagna e del cielo terso si sposano con quelli delle pietre delle case e della chiesa che visitiamo al suo interno. Semplicissima, con quattro sedie e degli affreschi molto rovinati evidentemente scoperti da strati di intonaco. La volta è a botte copre l’abside. Ha un atmosfera molto suggestiva. Scendiamo al parcheggio e ci giriamo più volte per beneficiare del profilo di St. Avit.

Proseguiamo verso Gavaudon dove non sostiamo e puntiamo alla volta del Chateau de Bonaguil. Prima di visitare il borgo arroccato, ci fermiamo a mangiare in un locale ai suoi piedi. Saliamo al castello…con il pieno sole! Il caldo è veramente tanto…per fortuna qualche panchina all’ombra ci da un po’ di sollievo. La strada verso l’entrata è animata da alcune botteghe. Paghiamo il biglietto d’ingresso (7euro) e visitiamo lo Chateau de Bonaguil.

Puntiamo verso Monsempron dove visitiamo la chiesa con la sua bella facciata ricca di particolari antropomorfi e zoomorfi, il suo interno e l’esterno del priorato.

Il nostro primo giorno per le terre di Aquitania è oramai al termine, mancano le ultime tre tappe. La prima Prune d’Agenais, un paese su un’altura su cui spicca la chiesa di ispirazione bizantina con le cupole color argento. Essa ha un certo impatto visivo ma personalmente non mi è piaciuta. Più interessante in centro, con salite e discese con diversi locali e botteghe. Ci fermiamo in uno di essi a bere e visitiamo la bottega di un vetraio che mostra la sua arte e la lavorazione dei prodotti.

Gli ultimi due paesi sono dei gioielli: Pujols e Monflaquin. Il centro del primo si sviluppa in una via principale che si apre su di una piazza con il mercato coperto, la chiesa e prosegue arricchita da locali, case di pietra con fiori. Monflanquin ha una piazza a forma quadrata animata da bei locali aperti alla consumazione serale. Ci fermiamo un po’ nella piazza dopo aver ammirato la facciata della chiesa

Molte persone sostano per la cena e animano la piazza. Dei bambini giocano a palla con un cane e noi ci fermiamo ad osservare il loro giocare allegro. La distanza con il nostro BB è circa 20 km che percorriamo con calma gustandoci la campagna calma ed accogliente. Ci fermiamo a fotografare alcuni scorci ed arrivati a casa facciamo conoscenza con la madre ottantenne di Marie Clarie e Gerard, fondatrice del BB. Essi ci invitano a stare con loro in veranda ma siamo molto stanchi…il caldo ci ha provato! Rimaniamo in camera, Nicola progetta il tragitto di domani e non mi vuole dare nessuna anticipazione, io scrivo questo diario.

25-7-2012

Facciamo colazione in compagnia di Marie Claire che ci prepara delle buonissime fette di pan brioche tostate dopo averle passate nell’uovo: una bomba calorica buonissima da accompagnare con burro…marmellata…zucchero! Marie Claire ci racconta della sua famiglia, di suo marito e conversiamo per tutto il pasto. Oggi visiteremo dei borghi della Dordogna, partendo da Perigeaux, proseguiremo con l’Abazia di Chancelade, Brentome ed il piccolo borgo di Saint Jean De Cole. Decidiamo di superare Bergerach senza visitarlo perché tra esso e Perigeaux questo ci sembra dalla descrizione più interessante. Dopo circa un’ora di macchina arriviamo a Perigeaux che si rivela subito una cittadina allegramente movimentata. Per la prima volta abbiamo qualche difficoltà trovare parcheggio, lasciata la macchina seguiamo il percorso che ci segnala la guida per visitare il centro storico veramente piacevole. C’è un grande “petit marchè” ed è un susseguirsi di piazzette con locali, strade acciottolate, negozi fra cui spiccano delle pasticcerie che hanno le fattezze di profumerie! Il mercato in centro vende ogni bontà locale alimentare: carne, pesce, marmellate, conserve, foie gras di ogni forma! I locali comprano e collocano gli acquisti dentro a cestini di vimini. Nella piazza principale la chiesa, di stile bizantino, progettata dallo stesso architetto di quella del Sacro Cuore di Parigi e di ispirazione a San Marco a Venezia. Le sue molteplici cupole ricordano le moschee. All’interno notiamo subito il particolare altare collocato al centro della navata e della pianta a croce. Le sedie dei fedeli sono ai quattro lati dunque anche dietro alle spalle del prete. Visitiamo con calma il centro: fra le vie acciottolate delle pietre di inciampo offrono degli spunti filosofici e letterari. Troviamo anche una conchiglia di Santiago che ci ricorda che la città era ed è meta di pellegrini in cammino verso la basilica spagnola di San Giacomo. Arriviamo fino al vecchio mulino, il ponte e le case che si specchiano sul fiume. In lontananza si scorge il profilo della chiesa che domina la città. Torniamo brevemente in centro e mangiamo in un elegante ristorantino (La ferme Saint-Louis) con sedute all’esterno in una delle pizza più belle. http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187088-d1929795-Reviews-LA_FERME_SAINT_LOUIS-Perigueux_Dordogne_Aquitaine.html.

Mangiamo un menù completo ed uno senza dolce+ 1 caffè ed acqua in bottiglia. Spediamo 41 euro totali e la qualità oltre che la collocazione ottima.

Salutiamo Perigeaux raggiungiamo l’abazia di Changelade. Si tratta di una abazia agostiniana di cui visitiamo alcune stanze ed il mulino. E’ ben tenuta, ordinata, con un bel parco.

Proseguiamo per Brantone detta anche la Venezia francese. E’ un ridente paesino con ponti e begli scorci ed un vivissimo centro. Molti giovani affittano canoe per risalire il fiume

Visitiamo la cattedrale gotica, il centro e passeggiamo godendo il panorama dai diversi ponti della cittadina. Ci sono anche dei piccoli battelli che costeggiano il fiume. Veramente bella!

Riprendiamo la macchina e arriviamo dopo 20 minuti a Saint Jean De Cole… un piccolo gioiello. Nel suo centro, una piazza si apre al castello e al mercato coperto accanto alla chiesa romanica. Il calore del sole ancora molto alto sebbene siano quasi le 19, infiamma i mattoni esterni e tutto appare di colore giallo ambra sullo sfondo azzurro del cielo. Entriamo in chiesa, un’oasi di pace e di frescura ed ascoltiamo dei canti religiosi intonati da un CD. L’interno scuro e semplice nei particolari, senza particolari evidenti note artistiche ma allo stesso tempo accogliente e spirituale. Ci riposiamo un po’ nel bar della piazza, bevendo qualcosa fra la gente del luogo, osservando i colori intensi e cercando di trattenere le sensazioni che sembrano emanare, nonché il senso di quiete.

Torniamo verso Castillones, al nostro BB con due ore di viaggio. Qui come sempre ci accolgono Gerard e Marie Claire con gentilezza ed affetto…e noi raccontiamo loro le nostre tappe. Domani li saluteremo e cambieremo BB…verso est…oltre la Dordogna..oltre l’Aquitania.

26-7-2012

Il racconto di questa giornata inizia al rovescio…ossia dalla sera.

H.21.30: Ci troviamo in una frazione di Conques, a Montignac, in una bellissima camera, con legno al pavimento mobili restaurati, e lenzuola ricamate a mano. Siamo nel BB http://en.gites-de-france.com/vacation-rentals-aveyron-conques-chambre,gites12_b2012.1.105.H.html di Maurya Metal (http://mauryametal.net/), un’artista di San Francisco che vive da anni oramai qui. Questa la conclusione di una calda giornata di luglio iniziata con una ottima colazione a casa di Marie Claire che ha cucinato per noi degli ottimi waffel fatti dai lei stessa, caldi e fragranti! http://www.marions-kochbuch.de/rezept/2705.htm. Lasciamo la sua casa accogliente per dirigerci verso il borgo storico di Monpazier, egregiamente conservato con le sue bastide e dove troviamo un ricchissimo mercato alimentare (Nicola inizia a sclerare…e dire che sono troppi!). Gli espositori vendono salumi d’oca, cibo pronto, mele, foie gras. Vinte alcune mie reticenze, lo assaggiamo: buonissimo! Ne proviamo diversi tipi ed optiamo per una scatolina (130 gr) al “modico prezzo” di 19 euro. In realtà se ne vendono tantissimi tipi e i prezzi oscillano molto; ma non capendone molto scegliamo solo fra quelli degustati non fidandomi dei prezzi allettanti. Il centro del paese è mantenuto veramente bene: il mercato coperto nella piazza, le vie animate da bar, le porte medievali, negozi di vario genere. Tutto come sempre ordinato, pulito, gradevole. Trascorrono le prime ore della giornata che già si preannuncia molto calda.

Partiamo alla volta di Cahors in cui arriviamo prima delle 13. Il termometro segna 41°. Arrivati in centro dopo una breve passeggiata ci avviciniamo alla bella cattedrale e facciamo pranzo in un locale in una via laterale: Les Fodues de la Daurade. http://www.tripadvisor.fr/Restaurant_Review-g187168-d2258924-Reviews-Les_Fondues_de_la_Daurade-Cahors_Lot_Midi_Pyrenees.html ; bhttp://dismoiou.fr/p/fra/cahors/DhMqmb/les-fondues-de-la-daurade

Mangiamo all’aperto con 26 euro in due: due antipasti, due piatti di carne e verdure, un dolce, un caffè…e tutto come sempre molto buono! Osserviamo i portali della cattedrale: magnifico esempio di arte gotica con scene tratte dall’antico e nuovo testamento a monito dei pellegrini che avevano Cahors come tappa del loro cammino per Santiago

Anche l’interno è interessante con vetrate colorate. A piedi arriviamo al ponte medievale che unisce la due sponde del Lot. Veramente bello…ma anche veramente caldo! Soprassediamo la visita alla zona medioevale…e ci rifugiamo nell’abitacolo con aria condizionata della nostra macchina.

Partiamo alla volta delle grotte di Pech-Merle. La strada per raggiungerla costeggia il fiume Lot e riserva dei bellissimi scorci. E’ una strada di montagna con a sinistra la roccia alta e a destra il fiume con le sue insenature, piccolo luoghi di ritrovo, paesini con case di pietra e enormi e particolarissimi tetti spioventi. Questo paesaggio mi conquista ed è molto suggestivo. Arriviamo alla grotta, facciamo il biglietto ed aspettiamo 1 ora per la visita guidata. Ci forniscono in comodato un libro in italiano con cui facilitare la nostra comprensione della guida. Il costo è 9 euro e la consiglio vivamente. Le grotte sono già di per sé di grande bellezza e suggestione. Vedere poi le pitture realizzate dagli Omo Sapiens, le loro tracce, cogliere la necessità già milioni di anni fa di comunicare le proprie esperienze, ci porta in una dimensione che non si è soliti immaginare. La visita dura 50 minuti.

Usciamo molto soddisfatti e proseguiamo verso Conques, tappa finale del nostro viaggio, dove soggiorneremo per due notti nella località di Montignac (costo per due persone con colazione 47 euro a notte). Per raggiungerlo occorre circa 1,30 ora. Attraversiamo strade di montagna, campestri e nuovamente montane, per arrivare in questa piccola frazione fatta di pochissime case fra cui la nostra e la chiesa. Il BB è consigliato da vari anni dalla Routard, ma noi lo scopriamo solo ora.

Ci accoglie Maurya, molto calorosamente. La casa è stupenda sia dentro che fuori, restaurata finemente senza tralasciare nessun particolare. La nostra camera è grande ed accogliente con ben tre posti letto e si affaccia verso la chiesa e la vallata. Prendiamo accordi per la colazione, forse domani faremo anche cena da lei (19 euro a persona, tutti prodotti fatti in casa anche coltivazione ed allevamento). Dopo la doccia ed i gesti di rito scrivo questo diario nel tavolo antico al centro della stanza, con la finestra aperta osservo il profilo della chiesa che piano piano viene avvolta dalla notte: apro i sensi al silenzio e alla pace di questo luogo.

27-7-2012

Sveglia e colazione alle 8.30 con gli altri ospiti di Maurya, tutti francesi. Maurya si rivela una perfetta padrona di casa e ci offre pane fatto a casa, un plum-cake squisito, un dolce tipo panettone, marmellate casalinghe, burro, caffè, latte e the. Ripassa varie volte, conversa in inglese con noi ed in francese con gli altri. Ci presenta quello che crediamo sia il suo compagno, di origine olandese. La sala da pranzo, adiacente alla nostra camera è stupenda: rustica ed originale nei particolari. Maurya ama cani e gatti. Il cane fa le festa ai commensali, i gatti entrano ed escono chiedendo carezze. Ne possiede ufficialmente cinque di cui una di 18 anni; ma ne ha molti in adozione. La dimensione di questa casa corrisponde alla persona che la gestisce ed al luogo in cui si trova. Chiediamo a Maurya di fare cena con lei stasera ed eventuali altri commensali. Prima di partire visitiamo le sue tele esposte nell’adiacente chiesa.

Partiamo alla volta di Rocamandour. Guardando la mappa dobbiamo effettivamente tornare un po’ indietro…ma non abbiamo alternative. I giorni passati non saremmo riusciti a visitare questo borgo fra i più belli di Francia. Arriviamo circa alle 11 ed il panorama che si scorge dal paese ad esso limitrofo è stupefacente. Rocamandour è un borgo di case costruite a ridosso della roccia; in cima ad esse la cattedrale costituita di differenti cappelle, sopra di esso il castello. Il parcheggio è nella vallata sotto il paese, comodo e gratuito. Ci sono poi due alternative: o la salita stoica sino al borgo o pagare 3.50 euro a persone A/R per le petit trein, un treno turistico che effettivamente ci solleva da una inutile salita sotto la randa del sole. Inutile perché giunti alla porta del borgo, attraversata la via principale con ristoranti e negozi, per arrivare alla cattedrale bisogna fare diversi scalini….e questo è da fare…perché ne vale assolutamente la pena! Il corso principale come dicevo è pieno di negozi per turisti ma non sono particolarmente “fastidiosi”. Siamo reduci lo scorso anno da M.St.Micheil ed abbiamo una sopportazione molto bassa di queste cose! J . Facciamo la salita verso la chiesa, neanche troppo faticosa considerando il caldo. Nella grotta dei Miracoli molti turisti fanno la foto alla Madonna nera, che protegge i marinai. Il luogo è molto suggestivo, anche qui tracce del cammino per Santiago. La chiesa a ridosso della roccia maestosa e massiccia unica nel suo genere. Osserviamo il paese dall’alto: i tetti rossi, le piccionaie tipiche della regione, le strade acciottolate, l’ordine con cui è mantenuto rende tutto molto gradevole. Mangiamo su un ristorante che si affaccia verso la campagna, appena sotto la scalinata. E’ caldo ma tira un piacevole venticello. Spendiamo 32 euro in due: ancora una volta la ristorazione è ottima e non cara!

Puntiamo verso Conques vicinissima al BB e facciamo benzina in un supermercato. La benzina viene venduta a 1.5 /lt. Abbiamo percorso 1000 km con circa 70 euro. Avvicinandoci a Conques il paesaggio diventa più montano, si scorge a tratti il fiume Lot, luoghi di sosta, canali, campeggi, salici piangenti. Le case in pietra sembrano essere state costruite adattandosi alla morfologia del luogo e si intonano benissimo con esso. La vegetazione fitta e rigogliosa non fa quasi permeare la luce. Giungiamo a Conques dopo aver pagato 3 euro di parcheggio prima di salire per i tornanti che ci porteranno al paese che si disvela dopo alcune curve come un prezioso scrigno. Tetti in ardesia e pietra spiccano fra la vegetazione. Una volta parcheggiato (max 150 macchine) muniti di piantina offerta dalla posteggiatrice, iniziamo la scoperta di questo stupendo borgo, perfettamente conservato, delle sue strade, le case, gli scorci e soprattutto la magnifica chiesa e il suo stupendo portale. La sua facciata di colore ambra è accentuato dai raggi del sole che vi battono contro: è stupenda. Il portale narra con particolari scene del giudizio universale e presenta alcuni accenni cromatici (personalmente è la prima volta che mi capita di vedere un portale parzialmente a colori). I personaggi sono caratterizzati nei particolari: la narrazione del giudizio universale è chiara ed immagino cosa i pellegrini abbiano provato al loro arrivo davanti a tali bassorilievi! L’interno gotico è a due livelli, semplice e maestoso allo stesso tempo. Ci “perdiamo” in Conques, nelle sue salite, discese, alla ricerca di scorci da fotografare e immagini da imprimere nella memoria. Torniamo al BB di Maurya Metal gustandoci la strada alberata, tranquilla ed ombrosa. Dopo la doccia, in attesa della cena che sta profumando tutta casa, scendiamo nel giardino ombroso della casa: scrivo questo diario per non perdere i momenti vissuti, Nicola legge il suo Kindle.

Facciamo cena con le altre due coppie ospiti. Maurya cucina un’insalata mista con lenticchie, un pollo con verdure, fagiolini e patate novelle dell’orto. Serve vini, formaggi yogurt, pane fatto in casa ed un buonissimo dolce con mele cotte e biscottini secchi. A tavola anche noci da aprire. La compagnia è piacevole e, sebbene si parlino lingua diverse, si instaura una conversazione sull’educazione e la scuola. Io ed uno dei commensali siamo insegnanti e, anche grazie alle traduzioni di Maurya parliamo di scuola-educazione-società e cultura fino a quasi mezzanotte

I problemi del mondo occidentale rispetto a questi aspetti della società sono i medesimi…anche se vissuti in aree geografiche differenti: mancanza di tempo, carente attenzione dei confronti delle giovani generazioni, l’invasione e le potenzialità della nuove tecnologie…. La serata è veramente piacevole e penso al valore che l’incontro di persone provenienti da paesi diversi, anche se casuale, può portare come scambio ed arricchimento.

28/07

Durante questa notte è piovuto molto e ci svegliamo con una sottile pioggerellina e la nebbia alta. Paradossalmente queste condizioni atmosferiche rendono il paesaggio del piccolo borgo di Montignac ancora più suggestivo. Facciamo colazione con il compagno di Maurya: lei è molto stanca e rimane a letto un po’ di più questa mattina. Approfondiamo la conoscenza di questo ragazzo di circa 35 anni, da 15 in Francia. Si occupa della gestione del BB e di restaurare la casa. La colazione, come ieri, a base di prodotti fatti in casa.

Lasciamo con rimpianto Montignac… facendo manovra nel parcheggio adiacente la casa ci giriamo varie volte per raccogliere gli ultimi particolari del minuscolo borgo…della chiesa…della casa di Maurya…del suo giardino. In fondo casa è ogni luogo dove si è stati bene.

Percorriamo la strada che ci porta a valle ovattati da una scenografica nebbia. Ci attraversa la strada una lepre che con dieci salti risale la collina. La giornata di oggi trascorrerà quasi interamente in macchina dovendoci trasferire da est al Medoc, quasi sulla costa atlantica. L’unica sosta sarà Sarlat la Caneda, patria del foie gras. Arriviamo in questa bellissima cittadina dal centro medioevale, molto animata. Anche in essa un grande mercato all’aperto (Nicola sta perdendo le speranze!), uno al coperto dentro una chiesa sconsacrata, locali e ristoranti ovunque. Il mercato coperto ha pochissimi e selezionatissimi negozi alimentari…una sorta di boutique gastronomica. Avrei comprato tutto…sia per come era esposto…sia per la chiara bontà dei prodotti. Mi fermo all’acquisto di salcicce d’oca che avevo mangiato al ristorante a Rocamandour. Percorriamo le animate vie del centro e sostiamo al ristorante l’Istant delice (http://fr.nomao.com/15217503.html); http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g196508-d2214601-Reviews-L_instant_Delice-Sarlat_la_Caneda_Dordogne_Aquitaine.html. Locale carino, personale giovane e cortese. Ordiniamo due menù completi con foie gras, oca, verdure di entrè, vino al calice, acqua, fragole, caffè: tot 42 euro. Le porzioni erano molto abbondanti. La qualità ed il servizio buoni. Proseguiamo nel nostro giro, vediamo la Lanterne des Mors, una torre edificata nel XII sec per commemorare la visita di San Bernardo a Sarlat, la Maison de la Boètie, edificio rinascimentale di pregio, la piazza delle oche che non riusciamo a fotografare perché assalite da turisti soprattutto locali. La città è molto vivace ed animata anche da un festival teatrale. Consiglio vivamente la sua visita! Proseguiamo per i Km mancanti (tanti!) fino alla penisola del Medoc dove abbiamo prenotato le ultime due notti http://www.cybevasion.fr/chambres/france/chambres-hotes_chambres-d-hotes-de-montignac_civrac-en-medoc_166.htm. Nel raggiungere la meta attraversiamo una zona molto frequentata ed interessante che Les eiyzies-da-tayac. Purtroppo non riusciamo a fermarci ma si tratta di una grande zona dove si trovano grotte e ritrovamenti preistorici. Quello che possiamo vedere passando è una serie di alte rocce con dei grossi fori visitabili internamente. Attraversiamo l’ultima parte a nord di Bordeaux in una campagna ordinata coltivata a vigna: km e km di filari con piate di rose che profilano il perimetro del campo. Anche il nostro BB produce vino Medoc. Prendiamo possesso della camera: una bella doppia con bagno e soppalco con camera bambini che si affaccia sulla tenuta vinicola. Anche qui tanto silenzio e tanta tanto luce. Siamo molto ad ovest…ed alle 22.30 sembra che il sole non voglia ancora scendere. Mangiamo un yogurt in camera, Nicola beve una bottiglia di vino Medoc di benvenuto (0.33 lt) offerta e trovata in camera

29/7/2012

Sveglia e colazione come al solito alle 8.30. La signora che gestisce il BB non conosce l’inglese ma cerchiamo di comunicare con un mix di lingue. Nicola, grazie alla somiglianza del dialetto reggiano con il francese, capisce molte cose dette da lei, ed anche io me la cavo. La comunicazione è comunque abbastanza agevole. La signora è proprietaria di 25 ettari di terreno coltivati prevalentemente a vigna. Non pensa sarà una gran bella annata perché la vita è attaccata da un fungo. Ha un figlio che è impiegato nell’azienda e un nipotino piccolo. Come negli altri BB anche lei ci dice che rari sono gli italiani, molti sono i francesi stessi, gli inglesi, gli olandesi. La colazione è a base di yogurt, caffè, the, cornetti, pane, marmellata di fragola fatta a casa, formaggio, burro, succo di frutta. Il prezzo per le due notti è 90 euro totali.

Prima tappa di oggi è Soulac sur mer, ridente cittadina sul mare dove si svolge un tipico mercato alimentare e non. La cittadina è piacevole: belle case, una chiesa romanica domina la piazza, la via principale pullula di negozi…e come ci ha anche detto la signora del BB…troviamo un ricco mercato (Nicola è sempre più affranto!). Interessante come sempre quello coperto alimentare dove ultimo i miei acquisti alimentari. Ho infatti intenzione di preparare una cena alla francese…e compro dunque gli ultimi necessari ingredienti…tutti a base di Canard!

Passeggiamo per la via principale che ci porta sino ad una bella ampia spiaggia bianca, con tende un po’ retrò a righe bianche e blu ad uso ombrellone. Sul lungo mare la gente passeggia…si affacciano i primi bagnanti della domenica. L’odore del mare è piacevolmente forte.

Puntiamo ora a Point du Grave, leggermente più a nord, punto di imbarco per Royan ed il Phare di Cordouan. Quest’ultimo è un faro molto suggestivo visitabile al suo interno, costruito su un altopiano roccioso. E’ detto il Versailles del mare… ha addirittura una cappella interna. Arrivati all’ufficio turistico abbiamo però la triste sorpresa che le partenze per il faro sono al completo! A saperlo avrei prenotato prima! Ci dispiace molto dover rinunciare a questa escursione e cerchiamo di riprogrammare la giornata.

Decidiamo di partire verso Cap Ferret costeggiano i paesi che si affacciano verso l’oceano atlantico e le sue dune. Tappa intermedi uno dei laghi più grandi di Francia: Lac Hourtin Carcans. Qui facciamo pranzo in un locale lungo lago “Le drakkar” http://fr.nomao.com/15822549.html , ristorante carino con gradevole vista, distesa all’aperto, dove mangiamo una porzione gigante di Moules fraise (cozze e patatine fritte), vino e caffè a 36 euro. Il lago offre un piacevole paesaggio ed è meta di molte famiglie che prendono il sole, mangiano, fanno pic-nic. E’ un luogo piacevole, attrezzato e tranquillo.

Proseguiamo verso sud, verso Cap Ferret. Una lunga strada costeggiata a destra e a sinistra da pini marittimi accompagna il nostro viaggio. Ci sono piste ciclabili, piccoli villaggi e camping. Il mare non si vede mai ma la vegetazione è tipicamente marittima. Mano a mano che arriviamo alla meta, le case si fanno più eleganti: sono case recintate, ville con bei arredi esterni; probabilmente seconde case immerse nel verde a pochi passi dal mare. Arriviamo a Cap Ferret scendiamo in spiaggia: una lunga distesa di sabbia giallo chiaro, morbida e soffice che si affaccia a Arcachon e le sue dune. Rimaniamo un po’ in spiaggia: anche se vestiti. Mi bagno i piedi: l’acqua dell’Oceano è fredda come sempre e non ha i colori del Mediteranneo…ma è sempre emozionante bagnarsi in esso pensando alla sua immensità. Il sole è caldo ma non scotta. Osserviamo dalla nostra postazione le Dune du Playa. Potremmo prendere il traghetto e fare fin là la traversata ma preferiamo guardarla da lontano. Tornando indietro ci fermiamo in diversi punti panoramici: Le Canon, Ares. Osserviamo il fenomeno della bassa marea e fotografiamo particolari e barche che prima galleggiavano ed ora sono arenate nella sabbia. Torniamo al BB …e ci mettiamo a preparare le valigie…domani sarà Italia

30-7-2012

Solita colazione…solito orario. Alle 17.45 abbiamo l’aereo per Bologna. Partiamo alla volta di un giro panoramico per i vigneti del Medoc. Per km e km filari ordinati di viti arricchiscono la nostra vista. Con essi bellissimi Chateau (rivendite e dimore di produttori di vino dove è spesso possibile fare degustazioni e fare ottimi acquisti enologici). Facciamo diverse soste per ammirare dal di fuori questi palazzi (Monton Rotchild, Cos d’Estornel) e facciamo due soste in luoghi a mio parere molto suggestivi e da non mancare. Il primo è a Saint –Estèphe ed il secondo presso Port di Beychevelle. SI tratta di due lungo fiume che si trovano nell’estuario delle Gironda caratterizzati entrambi da paesaggio lacustre e dalla presenza di palafitte usate come capanne da pesca con rete ad immersione. Sostiamo a lungo in questi luoghi ovattati dal silenzio, con una luce argentea e pieni di fascino.

Il viaggio prosegue fra i vigneti, paesini, campi di fiori spontanei di tanti colori. Il nostro tour termina nella cittadina di Brouge dove mangiamo alla Brasserie du Medoc http://www.qype.fr/place/219631-Brasserie-du-Medoc-Blanquefort con 29 euro: acqua, menù con tre portate, menù con due portate. La terrina du canard era squisita.

Giunti in aeroporto lasciamo la fedele Chevrolet che ha corso con noi per 1800 km al costo di carburante totale 146 euro.

Alle 20 circa siamo a Reggio Emilia e riabbracciamo le nostra amate gatte!

Conclusioni:

Perché visitare il nord dell’Aquitania?

Perché è ricca di particolari differenti… perché turistica ma vivibile, perché si mangia bene, si beve del buon vino, perché è economicamente abbordabile, perché la gente è ospitale, perché è relativamente meno conosciuta, perché ha un’ottima ricettività, perché i paesi sono ricchi di tesori artistici, perché si possono fare tanti tipi di turismo differente, perché ci sono pochi italiani.

Cosa ci lascia questo viaggio?

Provo a chiudere gli occhi e rivivere attraverso le sensazioni ciò che ho vissuto:

-i dolcetti di Marie Claire preparati da lei con affetto la mattina

-la simpatia di Gerard che ci raccontava la differenza tra le diverse mucche

-i tanti, amatissimi da me e odiatissimi da Nicola, “petit marchè” animati da venditori e acquirenti

-la scoperta golosa del gusto di foie gras e i tanti modi di cucinare le canard (oche)

-i colori maturi della campagna che si alterna con l’ombra dei boschi ombrosi

-i freschi scorci sul Lot

-le grandiose pitture rupestri

-i profili di Conqes e Rocamandour che si aprono all’improvviso a noi

– la quiete della casa di Maurya

-i profumi della sua cucina e la sua giovialità

-l’accento fortemente americano e la forte aspirazione quando mi chiamava “Barbaraaaaa”

-la sua allegria, il suo amore per i gatti , le sue trecce e i suoi grembiuli casalinghi

-la soffice sabbia della Gironda

-la fredda acqua dell’Oceano

-la luce dei paesaggi lacustri del medoc

….Tutto questo è nostra Aquitania!

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