Come dentro una cartolina

La prima mattina di luglio si svela soleggiata. Scendo con la mia solita faccia sconvolta della colazione: l’ambiente diventa ogni giorno che passa sempre piu’ familiare. Le ciambelle casalinghe della colazione ci accolgono ogni giorno differenti; i proprietari anticipano i nostri gusti circa caffe’ o cappuccino, noi ci scambiamo piu’ o meno chiassosamente riflessioni sugli eventi seguiti e anticipazioni sugli appuntamenti che ci attendono. Mi sembra di fare un salto nel passato e torno giovane donna ai tempi dell’universita’, quando si condivideva tutto tranne il ragazzo che ci piaceva…;)
Trascorro la mattina scrivendo l’articolo sulla giornata di ieri in compagnia dei miei compagni blogger Rossella e Simone. Tranne una riunione di raccordo alle 17, non abbiamo eventi ufficiali o escursioni da svolgere oggi. Decido di passare il resto del tempo a mia disposizione scattando foto, nel pomeriggio, quando la luce sara’ migliore. Faccio dunque due incursioni: una prima ed una dopo la riunione. Nella prima, oltre ad alcuni scatti, realizzo qualche piccolo acquisto: strangozzi (pasta tipica del luogo) e sale aromatizzato, una piccola ceramica per mio suocero. Diverse le offerte di prodotti tipici di vario genere nel centro.
Un negozio attira la mia attenzione: “Marabui” manifatture in tessuto, http://www.marabui.blogspot.com, 3804354103, ha aperto in occasione del festival. Tessuti, coperte, gonne e stole con bellissime fantasie, veramente molto fini e totalmente artigianali attirano l’attenzione dei locali e turisti pervenuti per il festival. I gestori, di Roma, mi dicono che saranno presenti nel territorio per un paio di settimane, ma chissa’…magari potrebbero pensare di rendere questo un punto vendita permanente!
Un piccolo negozio di ceramica e tessuti: acquisto una scatolina che so gia’ regalero’. Nadia Montori per Busatti Spoleto, via Arco di Druso,6 http://www.busatti.com. Dopo la riunione decido di dedicare la mia attenzione al duomo. Al tramonto la stupenda facciata puo’ solo meravigliare e riempire con una luce unica gli occhi. Passeggio facendo attenzione a vicoli, colori, gente e scorci. La meta e’ il duomo ma anche tutto cio’ che mi porta ad esso. Dalle finestre la musica classica, molti i turisti seppur meno rispetto ai giorni di apertura: gente che sosta con il naso in su’ o placidamente passeggia. Immortalo vicoli, istallazioni, finestre, scorci e persone. Si perche’ alla bellezza dei monumenti si affianca l’eterogeneità umana. Famiglie del nord europa, coppie anziane e/o di mezza eta’, donne e uomini che sostano gustando leccornie tipiche, giovani che ascoltano seduti sulle scale note che provengono da palazzi storici, ragazzi che fanno jogging, operai che montano palchi, bambini che giocano. Una cittadina in fermento. Scatto diverse foto: la luce e’ ottima, il cielo uno sfondo perfetto, la facciata con il mosaico e’ di una essenzialita’ e finezza veramente unica. La gente, le note, il duomo, io. Quattro soggetti materiali e non, che incontrandosi si mettono in dialogo fra loro dentro al contesto festival. Decido che questo sia un incontro da vivere con tempo, attenzione ed obbiettivo reflex. Mi siedo ai tavoli del bar di fronte al duomo ed ordino un the. Sorseggiandolo cerco di osservare, in circa due ore, coloro che si avvicendano davanti al duomo, sulla scalinata e ai tavoli. Realizzo degli scatti per cercare di fermare qualcosa almeno a livello visivo. Tutti, ma proprio tutti dedicano alla facciata un tempo piu’ o meno lungo di contemplazione visiva: chi in piedi, chi seduto ma tutti con il naso in su’! Il Cristo ieratico del mosaico diventa quasi umano illuminandosi con la luce intensa e delicata del tramonto. Nessuno schiamazzo disturba, le voci si mischiano alle note, alla luce, agli odori, all’arte visiva creando un perfetto quadro in cui sostare come comparsa.
In questo momento-cartolina, in uno stentato avvio di estate, rinnovo il pensiero forse ovvio che e’ bellissimo essere qui, ritrovarsi in vesti diverse da quelle quotidiane, sperimentando qualita’ in campi lontani dalla propria vita professionale, vivendo il festival come osservatrice accreditata, ospite di questo salotto, dell’odore di tartufo che aleggia spesso nell’aria, di questa luce e… mi sento bene!

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