La passione e lo stupore: un tuffo nel passato

Oggi, alcuni di noi saranno lontani dai clamori e dall’atmosfera del festival. Realizzeremo incursioni nel territorio umbro alla ricerca di peculiarta’ e aspetti magari poco noti. Partenza ore 9. Destinazione Carsulae,
http://it.wikipedia.org/wiki/Carsulae
un sito archeologico, a circa 20 minuti di macchina da Spoleto, in cui due diversi gruppi (italiano e usa) stanno realizzando degli importanti scavi. Ci guidera’ Enrico, un disponibile e molto preparato ragazzo dell’ex apt di Perugia. Facendo la sua conoscenza, raggiungiamo questo sito in aperta campagna, attraversando alte colline ricche di vegetazione fitta e rigogliosa. Il luogo e’ ben attrezzato anche nei parcheggi, ma assolutamente privo di visite. La reception e’ anche museo e luogo di didattica con bambini. Il sito verde e spesso ombreggiato, ha alcune panchine per la sosta. Attraversiamo un campo adibito a pascolo e raggiungiamo una piccola chiesa del 100, veramente suggestiva. La facciata e gli interni hanno utilizzato materiali recuperati da antiche costruzioni romane. Totalmente asimmetrica, purtroppo oramai priva di affreschi, ha un suggestivo altare in marmo con crocefisso in ferro ed una particolare finestra coperta da una lamina di marmo che fa filtrare la luce rendendo ancora piu’ suggestivo il luogo. Superati archi e scavi oramai ultimati arriviamo a conoscere il gruppo di lavoro italiano che sta lavorando in questo momento. Una serie di ragazzi coordinati da archeologi di professione, stanno realizzando degli scavi grazie al contributo della fondazione cassa di risparmio di Terni. Il lavoro dell’archeologo e’ veramente duro: si lavora per ore ed ore sotto al sole, cercando di ritrovare qualcosa che si suppone che ci sia ma di cui non si ha nessuna certezza. Facciamo conoscenza della squadra e quello che mi passa questa esperienza e’ veramente la dinamicita’ di un lavoro come questo. L’usura, la faticosita’, la polvere, gli strumenti ed i vestiti logori, passano in secondo piano per queste persone il cui lavoro puo’ assumere in ogni secondo valenze insperate e non immaginate da nessuno. Scavano e leggono fra la polvere, fra cio’ che per noi non ha nessun valore…da piccole tracce nascono supposizioni, teorie, scoperte o delusioni. Coloro che lavorano in questo campo realizzano veramente ricerca. Dopo aver visitato un’ interessante necropoli, dove sono state rinvenute tombe di bambini ci siamo diretti agli scavi delle terme, realizzati da un gruppo di archeologi statunitensi. Parliamo con la professoressa che coordina i lavori di una squadra formata da uomini e donne di diverse eta’. Scavano, puliscono, setacciano, archiviano, studiano. Tutto sotto una grande struttura in acciaio che per fortuna li protegge dai raggi. Scorgo fra lavori in fieri dei mosaici, tipici pavimenti delle terme. Anche qui motivazione e passione si colgono senza difficolta’. Mi colpiscono la determinazione di queste persone, di nazionalita’ diverse che perseguono un sogno con fatica e passione alla ricerca di qualcosa che in apparenza e’ esterno ed antico ma forse la ricerca e la sfida e’ ben piu’ interiore.
Dopo un pranzo conviviale proseguiamo per la seconda e conclusiva tappa: la foresta fossile di Dunnarobba.
http://www.forestafossile.it/
Dopo un breve tragitto ci ritroviamo nei pressi di una grande cava, ed accanto un attrezzato ufficio di accoglienza con spazi idonei a laboratori didattici e conferenze. Dopo una passeggiata assolata raggiungiamo il sito, scoperto a seguito degli scavi delle cave limitrofe circa 40 anni fa. I resti di questi alberi che hanno circa 2 000 000 di anni mantengono le caratteristiche originali del legno grazie al seppellimento degli stessi da argilla. L’impatto visivo e’ alterato da costruzioni che sono state rese necessarie per proteggere i tronchi dal deperimento. L’immagine che si svela ai nostri occhi e’ quello di un campo circondato da campagna coltivata su cui poggiano questi tronchi le chi radici sono ancora profonde nel terreno. Riparato da struttture (una specie di casette aperte) questi resti raccontano un pezzo di storia inaspettato e curioso. Dopo di noi una troupe di National geografic stava per realizzare un documentario.
Ritorniamo per le 17 a Spoleto. La prima incursione ci ha permesso di conoscere indubbiamente peculiarita’ poco note di questo territorio attraverso un tuffo nel passato dove passione e sorpresa sono state le vere protagoniste.

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One response to “La passione e lo stupore: un tuffo nel passato

  1. Pingback: Scatti dalla foresta di Dunarobba | I Viaggi di Barbara·

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