Assisi una e centomila

La giornata di oggi sara’ quasi del tutto dedicata all’incursione su Assisi, alla scoperta di luoghi noti, meno noti, prima e durante la vita di san Francesco.
L’elezione di papa Francesco I ha portato un grande fermento in questa cittadina che e’ gia’ in preparazione per l’arrivo del pontefice il prossimo 4 ottobre, anniversario del compleanno del nostro patrono.
Io e marco, http://nonsoloturisti.it/ incontriamo Gigi, di progetto Umbria, nostro “autista”, consigliere e coordinatore. Il tempo non e’ inizialmente clemente e ci fa temere di non riuscire a realizzare tutte le tappe del programma.
Arriviamo con tranquillita’ alla Porziuncola
http://www.porziuncola.org/home/
Nel punto di accoglienza ci viene raccontato che ad oggi sono previsti dei cammini francescani simili a quelli di compostela con accrediti e diploma. Percorsi di diversa lunghezza, difficolta’ e durate, con tanto di carta del pellegrino.
Luogo sacro del francescanesimo, la Porziuncola, conserva la piccola chiesa costruita da eremiti che ospito’ le preghiere di san Francesco. Pellegrini di ogni dove arrivano con entusiasmo, emozione e devozione, ritagliandosi un posto, dove in silenzio narrano la propria spiritualita’.
Ci accoglie frate Gian Domenico, un giovane frate che ci accompagna nella visita raccontando note biografiche del santo e aspetti artistici della chiesa.
La piccola costruzione al centro della navata principale attira immediatamente l’attenzione del visitatore che si avvia alla scoperta dei luoghi francescani. L’occhio viene guidato dalla visione di gente di diverse eta’ che, da ogni dove, arriva e si inginocchia, prega ad occhi chiusi, chiede informazioni ai religiosi. Grazie al nostro progetto, riusciamo ad avere autorizzazioni per l’ingresso di luoghi non visibili normalmente e non fotografabili. Questo e’ un luogo di passione, sofferenza, e spiritualita’ dove san Francesco ha pregato in modo ascetico, provato la sofferenza di Cristo attraverso le stigmate e attraversato il passaggio tra vita terrena e vita celeste. Salutato il gentile e disponibile francescano, ci rechiamo nella parte alta di Assisi. Qui incontreremo padre Marcello, che mostrando a tutti il pass ci permette di fotografare gli interni di Santa Maria degli Angeli, i superbi affreschi attirando la nostra attenzione verso metafore e iscrizioni. Ho visitato altre due volte questa basilica, ma in nessuna delle precedenti ho mai provato l’impatto emotivo di ieri.
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Santa Maria degli Angeli e’ superbamente splendida dal punto di vista artistico. I suoi affreschi, reduci anche dal recente terremoto, hanno ritrovato per fortuna ,grazie al lavoro certosino di restauratori esperti, la finezza narrativa di un tempo. La basilica inferiore, il museo delle la basilica superiore con le volte stellate e gli affreschi di Giotto, raccontano con finezza espositiva, metafore, colori e impatto emotivo la storia della chiesa, di Francesco, i suoi miracoli, la sua forza, la sua umilta’ e l’obbedienza al papato. La veste, i suoi calzari, un sasso come cuscino, i suoi scritti, la sua tomba. Dalla Porziuncola alla basilica degli Angeli, alla ricerca di tracce di un uomo vissuto nel 1200 ma attuale piu’ che mai, che ha rinunciato a tutto per essere piu’ vicino a Dio. Egli e’ sceso in basso per elevarsi a cio’ che e’ piu’ in alto. Francesco e’ un controcorrente che sfida le regole, le abbatte e le riforma stando dentro al sistema. Un esempio storico, umano e religioso trasversale e vicino alla storia di tutti noi. Flotte di turisti arrivano da ogni dove: da soli, in gruppo piu’ o meno numerosi. Molti trascorrono il loro tempo in ginocchio, accendono candele, incontrano in questo luogo forse cio’ che cercano. Altri osservano le testimonianze artistiche; nessuno e’ pero’ esente da una forma di spiritualita’. Credenti e non, praticanti e non, atei, agnostici, protestanti o altro…uomini e donne non possono evitare la spiritualita’ (sia essa laica o religiosa) di questo luogo ed il fascino di una figura come quella di san Francesco che, rinunciando a tutto, ha raggiunto la vera felicita’ ed il vero amore.
Usciamo e ci dirigiamo alla sinistra della chiesa dove da pochi mesi e’ stato inaugurato il restauro del bosco di san Francesco, ad opera del FAI.
http://www.fondoambiente.it/beni/Index.aspx?q=bosco-di-san-francesco-i-beni-del-fai
Il punto di accoglienza e’ un esempio di architettura eco sostenibile e gia’ una testimonianza di come aziende, universita’ e architetti di fama abbiano condiviso un grande progetto in questo luogo. Il bosco e’ solo parzialmente restaurato: 16 ettari su 64. Ad oggi freschi camminamenti permettono di scendere da Assisi alta ad Assisi bassa immersi nella quiete, il silenzio e la natura. Dopo i cancelli di ingresso, il brusio dei turisti viene meno, tutti i visitatori sono naturalmente portati a vivere in ascolto il silenzio pieno della natura.

Bosco Fai Assisi

Bosco Fai Assisi


Entrati nel bosco si possono compiere diverse esperienze: da quella piu’ prettamente spirituale, a quella personale laica a quella botanica. Realizziamo brevi tratti, dove Nicola, il responsabile, ci racconta le diverse fasi del progetto, ci mostra gesti concreti di donazione da parte di gente che per motivi anche fra loro lontani, ha voluto collaborare a vario titolo al restauro di un luogo di pace. Giungiamo in basso in luogo che a me ricorda tantissimo la Provenza: un mulino, un ponte, una chiesetta boschi e prati attorno fanno da cornice. Nel mulino un ristorante dove noi abbiamo la convenzione per oggi. Ci attende un ricchissimo antipasto umbro presso l’Osteria del mulino che va dagli affettati, alla panzanella, dalla torta al testo alla frittata al tartufo. Grigliata, verdure e dolce concludono questa esperienza culinaria veramente rilevante. La location e’ agreste, semplice ma elegante.
Conosciamo qui Stefano, giovane archeologo che ci accompagnera’ alla scoperta della Assisi prima di San Francesco ed al suo Eremo. Risaliamo dunque l’altura della citta’ scorgendo campi coltivati e boschi che si aprono alla vista, fino a raggiungere i luoghi dove Francesco , si narra ha colloquiato con Dio attraverso la natura, sua manifestazione secondo il pensiero Francescano. L’eremo sorge a fianco al bosco e sulla grotta di Francesco. Anche qui grazie al progetto e20umbria riusciamo a vedere cose non possibile al pubblico. Il padre economo ci apre le stanze dell’eremo: piccole celle essenziali che si affacciano su un bellissimo paesaggio, alcune dei quali possono ospitare uomini che alla ricerca di se’ o di Dio, a seguito di una motivata richiesta, chiedono di vivere alcuni giorni o un periodo della loro vita un’esperienza profonda e significativa seguendo le tracce di Francesco. La scritta muraria “viva Gesu’, viva Maria” accoglie l’uomo alla ricerca del se’ che soggiorna in questo luogo, costruito a ridosso della roccia, in intimo rapporto con la natura. Ci aggiriamo per alcuni minuti nel bosco che ospita le grotte di alcuni confratelli contemporanei di Francesco.
Dopo aver ringraziando il confratello che ci ha mostrato anche i piu’ intimi spazi di raccolta e preghiera oltre che i refettori, torniamo nei pressi del centro della cittadina, alla scoperta ,grazie a Stefano, della Assisi archeologica, ma non prima di aver visitato il duomo e ammirato la splendida facciata romano-gotica. Al suo fianco la casa natale di Santa Chiara. La luce del sole che si avvicina al tramonto sta trasformando i colori degli edifici del centro. L’ultima volta che mi sono recata qui Assisi era una ferita aperta: le case puntellate, il centro poco abitato. I fedeli e i turisti osservavano i danni del recente terremoto che ci era sembrato a maggior ragione ingiusto perche’ colpiva un luogo cosi’ bello e spirituale. Oggi stradine e vicoli si mostrano in tutta la loro bellezza: balconi fioriti, eleganze, storia. I gatti che vi sostano placidi e ronfanti, gli scorci che danno verso il contado, le fontane, la luce della sera, lo scemare dei pellegrini. Tutto questo e molto altro rendono gli ultimi momenti ad Assisi uno stare piacevole, tenero, quasi una coccola per i nostri occhi ed il nostro animo. Stefano ci mostra i luoghi archeologici: i resti delle vecchie mura, il museo archeologico ed il suo splendido allestimento moderno, la superba facciata del tempio di minerva. Ci salutiamo con la nostra guida archeologica: Stefano e’ un ragazzo molto preparato e dai suoi racconti trapela la passione per la sua terra, l’archeologia e il suo lavoro.
Io e Marco trascorriamo gli ultimi 20 minuti scendendo verso la basilica, realizzando gli ultimi scatti e commentando la bellezza del luogo e della giornata trascorsa. Scendiamo in basso, salutando Assisi che si e’ offerta a noi in tante vesti diverse. Fermiamo la macchina vicino ad un campo di grano. La stagione piovosa ha reso la vita difficile alla maturazione di questo cereale. Il suo colore ambra si sposa con quello di Assisi al tramonto. Un perfetto numero di irregolari nuvole, l’azzurro del cielo, i palazzi arancio, il grano come linea di terra. Questo e’ il saluto che ci regala Assisi per noi pellegrini ed alla ricerca di qualcosa che va oltre al materiale per un articolo blog.
Tramonto ad Assisi

Tramonto ad Assisi


Fino a 24 ore prima per me Assisi era “solo” la magnificenza di Santa Maria degli Angeli. Oggi posso raccontarla attraverso altri punti di vista: lo spirito e la fede, la laicita’ e la ricerca di se’, la natura dei boschi la freschezza della sua ombra, l’artigianato ed il cibo, i reperti romani e i paesaggi che la circondano. Mille chiavi di lettura, una per ognuno di noi.

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