Arte, chiacchiere e vento d’estate

Gran parte dei miei compagni blogger ha gia’ visitato palazzo Collicola,
http://www.palazzocollicola.it/
sede di mostre permanenti e non inaugurate in occasione dei festival. Mi hanno parlato in termini molto positivi di questo spazio culturale, ho visto interessanti scatti fatti da alcuni di loro. Ci sono dunque tutti i presupposti per una interessante visita! Non proprio mattiniera, mi reco al palazzo, facendo prima una sosta alla basilica dell’Apollinare, aperta solo un’ora per noi. La chiesa si trova nel complesso dell’arcivescovado, limitrofo al duomo. La basilica romanica, a due piani, perfettamente mantenuta, ha un interessante affresco nell’abside. Per accedervi ho attraversato il museo arcivescovile, ricco di pale lignee e crocefissi del 1000-1100.
Palazzo Collicola sorge ai piedi di una salita che porta nel trafficato corso Mazzini. L’occhio del visitatore all’ingresso viene colpito da istallazioni contemporanee presenti nel cortile e murales. Visito il secondo ed il terzo piano che ospitano mostre permanenti e non, a volte creando un’ interessante e curiosa complessita’ di generi stranamente in dialogo fra loro.
Tra le cose viste ho trovato particolarmente interessante le opere realizzate a due mani di Marras e Bucchi
http://www.antoniomarras.it/index_mobile.aspx
http://www.danilobucchi.com/
Il primo e’ un affermato stilista di origine sarda, il secondo un giovane e quotato pittore. Attraverso le loro opere grafiche hanno realizzato, con una commistioni di stili e materiali, figure di donne diversamente care ad entrambi. Il tratto grafico di Bucchi (nero e sottile, quasi abbozzato, le unghie e le labbra rosse) incontra i collage di vario materiale di Marras (occhi ritagliati da riviste e stoffe) in un felice connubio e dialogo compositivo, in cui i tratti di entrambi unendosi, non tradiscono le attese del pubblico di nessuno dei due. Lo stupore del visitatore non termina leggendo la doppia firma nella tela ma continua scoprendo la collocazione di esse in ciascuna stanza: quadri che escono da cassetti di vecchie madie, in mezzo a ritratti dell’800, appoggiati a pavimento al centro di una sala, sopra il leggio di in antico pianoforte. La sorpresa sembra non avere fine quando si arriva nel lungo corridoio affrescato in blu con stucchi dorati. Nella zona centrale istallazioni realizzate con stoffe e ruote arrugginite sostano con giochi di luce. Un dialogo continuo: vecchio-nuovo, trasparente-opaco, leggero-pesante, dentro e fuori dalla opere. Ripeto diverse volte il giro del secondo piano e osservo con attenzione le opere contemporanee presenti nel terzo. Non mi rimane tempo per la parte permanente, ma la visita di cio’ che ho visto e’ veramente sufficiente ad appagare il mio stupore e la mia curiosita’.
Domenica pomeriggio porta con se’ una trasferta: Bevagna, piccolo borgo nei pressi di Spoleto ospita alcuni appuntamenti fra cui l’opera di L. Ronconi “pornografia”. Io partecipo alla trasferta per opera della navetta che parte dai pressi del nostro albergo. Arrivati a destinazione ci accoglie un borgo perfettamente mantenuto nella cui piazza centrale c’e’ il teatro su cui spicca il logo “festival dei due mondi”.
L’attrazione verso il borgo e’ molto forte e faccio una cosa che non avrei dovuto fare…ma il mio spirito da turista batte quello culturale! Abbandono l’idea del teatro che visito brevemente e trascorro alcune ore, dal tramonto al crepuscolo alla notte nel centro di Bevagna. Stranamente pianeggiante, si apre al visitatore attraverso la grande piazza principale con chiesa, teatro, colonna romana e fontana, tutto realizzato in pietra a facciata. Immediatamente percepisco un’aria familiare in questo borgo. La gente passeggia, va in bicicletta, si incontra, si saluta e chiacchiera. Tutti sembrano conoscere tutti. Gli uomini anziani davanti al bar commentano, i bambini giocano fra i vicoli, gli adulti mangiano il gelato, le anziane sedute all’esterno con le sedie pieghevoli prendono il fresco. Ancora una volta questo angolo di Umbria mi regala un’immagine ricordo da recuperare dalla mia infanzia. Bevagna e’ illuminata a giorno anche la sera. Ogni vicolo e’ una sorpresa, uno scorcio, un angolo da scoprire. Le botteghe chiuse per via dell’orario raccontano di un artigianato ricco e variegato. Il cibo e la sua varieta’ fa bella mostra di se’ anche qui. E’ tardi, sono le 22.30 circa e la fame si fa sentire. Mi fermo in una taverna di bellissimo impatto visivo: “taverna da oscar”. Un bellissimo pergolato di vite copre la spianata esterna. Tutto fa presagire un posto raffinato ed autentico. Il cuoco si ferma ad interagire con me qualche secondo. Gentile e accogliente come spesso accade nei posti di ristorazione della zona. Ordino una buonissima insalata misticanza con frutta e del farro con sugo bianco. Tutto cucinato sul momento, servito con cura dei particolari ed attenzione per l’ospitalita’. Termino cosi’ il mio giro per Bevagna. Mentre aspetto la navetta ed i miei amici arrivare, mi godo il fresco e ascolto passivamente le chiacchere degli indigeni. Mi sembra di essere in uno di quei film americani ambientati in Italia, i cui protagonisti stressati scoprono la vita autentica visitando il nostro paese e bevendo del buon vino, riprendendo ritmi e abitudini un po’ piu’ umane; solo che questa volta il protagonista sono io! E’ cosi’ che mi rendo conto di quanto il tram tram domestico e la vita in generale, trascorsa negli ultimi anni, mi abbia allontanato un po’ da queste chiacchiere di paese, questi spaccati paesani, questa fresca brezza estiva.
L’Umbria, anche grazie a con questi spaccati, senza alcuno sforzo, riesce a riportarmi dentro questa dimensione.

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