Perugina: tra dolcezza, marketing e storia d’Italia

Pentolini con cioccolato fuso, un maestro chef che insegna le fini accortezze per vivere e preparare al meglio pralinerie, una grande azienda che ci accoglie, la nostra curiosita’ e l’amore innato per questo ingrediente. Questi gli elementi che caratterizzano queste giornata. Una visita guidata alla Perugina, che apre i suoi cancelli della “Casa del cioccolato”, un museo a tratti interattivo che ospita 60 000 visitatori ogni anno da ogni parte del mondo (tel 800800907). Veniamo accolte con entusiasmo dalle responsabili del museo che ci mettono subito a disposizione il laboratorio “scuola del cioccolato”. In un ambiente perfettamente organizzato e stilisticamente gradevole, il master chef Massimiliano ci mostra i segreti del cioccolato ed alcuni segreti per realizzare dei cioccolatini finissimi. Perugina rimanda subito ad alcuni brand storici: le (rosse) Rossana….i baci (tubiamo?)…tanto per citarne solo alcuni. Lo chef ci mostra la filiera dei famosi cioccolatini: il sorprendente ripieno, il gradevole esterno al cioccolato fondente, l’unione dei due elementi si sposa con la nocciola per dare le sensazioni di gusto che tutti conosciamo. La scuola di cioccolato e’ aperta a pagamento durante l’anno per cooking class per scuole e privati che intendono approfondire la conoscenza del cioccolato e dei suoi segreti. In mostra nel laboratorio alcuni dei prodotti realizzati in queste sezioni. L’odore di cioccolato ci avvolge! Dopo aver visto dal vero le fasi di lavorazione, assaggiamo il “bacio” appena realizzato. Non sono una amante del dolce. Il cioccolato che amo e’ quello fondente tipo scacco. Il bacio pero’ e’ il mio cioccolatino preferito! E’ un cioccolatino che ha attraversato generazioni: lo regalava mio padre a mia madre quando erano fidanzati negli anni 60 abbinandolo a profumi e foulard, i ragazzi di oggi lo donano alle morose. Da decenni le frasi che ritroviamo dentro al cioccolatino vengono commentate e a volte conservate dentro a libri e diari, in memoria di un momento. Un pezzo delle nostra vite ha il sapore di “bacio” , nessuno e’ esente da questo. Durante la visita apprendo che il bacio e’ stato “inventato” dalla stilista Luisa Spagnoli, confortatrice assieme a Buitoni del marchio Perugina. Questo cioccolatino e’ nato dall’unione di nocciole, cioccolata’ rum e panna avanzati e che la signora Spagnoli ha provato a miscelare in modo diverso e fantasioso. Il cioccolatino che all’inizio non aveva un bell’aspetto prende il nome di “cazzotto”. Il sig. Buitoni lo assaggia, ne capisce le potenzialità e lo trasforma esteticamente nel “bacio”. Da allora il bacio entra nella vita delle persone e ne segna momenti di dolcezza, ricordi ed esperienze. Negli anni il bacio diventa anche una serie di prodotti collaterali di marketing: da maglie e borse, a gadget di vario genere e stagionali, gelato, barrette e prodotti che si ispirano al suo gusto.
La visita prosegue nella fabbrica. Prima dell’accesso viene data la possibilita’ di realizzare degli assaggi. Non e’ possibile fare foto e la sig.ra Luisella ci spiega le varie fasi della produzione. E’ uno stabilimento immenso, meccanizzato, in cui il controllo qualita’ e’ altissimo. La produzione e’ continua e stagionale, come ovviamente ci aspettiamo. La Perugina e’ entrata dal 1998, a far parte della multinazionale Nestle’. Chiedo alla signora alcune domande in merito. Personalmente non vedo di buon occhio la Nestle’ per le sue politiche nei paesi da dove si estraggono le materie prime, note credo oramai a molti. Mi metto n ascolto, non esterno le mie idee. La signora mi offre subito un taglio sociale interno all’acquisizione da parte del marchio di Perugina. L’azienda era stata venduta ad imprenditori italiani nel ’95 e stava fallendo: non c’erano investimenti, idee…la produzione stava per fermarsi. Il licenziamento per migliaia di persone alle porte. Nel 98 la svolta con la Nestle’: arrivano capitali nuovi, innovazione, ricerca, marketing. La gente non perde il posto di lavoro. L’indotto non muore. La Perugina torna ad essere una grande azienda. La ricchezza di una citta’ e di una regione penalizzata per una morfologia un po’ isolante non si disperde. Vista cosi’…non ho il coraggio di andare oltre. Come mi e’ gia’ capitato, rivisito le ideologie che ho letto da riviste e libri e i calo nella vita di questi operai: cosa ne sarebbe stato delle loro famiglie se non fosse entrata la Nestle? I loro figli ora possono usufruire di asili nell’azienda, campi estivi e forme flessibili di ingresso nel mondo del lavoro. Tutte tutele infondo discutibili ma comunque tutele, che spesso lo Stato non garantisce, per mancanza di fondo ed oculatezza. Tutte questioni aperte e da dibattere….!
La visita prosegue con la visita fotografica ed interattiva dedicata al marchio Perugina ed i suoi prodotti. Mi sento di raccomandare questa parte del museo. Attraverso scatole vintage, caramelle, incarti e ritagli di giornale viene narra non solo la storia di un marchio, di gadget, di una societa’, di due famiglie e anche di una passione amorosa, ma la storia di una nazione dagli anni 20 ad oggi. Politica, marketing, boom economico, globalizzazione, la vita di tutti noi: tutto letto attraverso caramelle, cioccolatini, pubblicita’ e gadget.
Lo stabilimento sorge nella periferia di Perugia, nel cui centro facciamo pranzo. Ci ospita http://www.osteriaapriori.it/ , un’enoteca che serve ottimi piatti regionali solo con prodotti tipici. Ottima la location, ottimi i prodotti assaggiati e l’accoglienza. Stracciata al tartufo con uova, tartufo ed olio, tagliere di formaggi fatto con latte di pecora di Todi, formaggio con timo, formaggio con foglie di fico del parco del Montecucco e la Fagiolina del Lago Trasimeno. I cappellacci alla mozzarella e pomodoro non erano tipici dell’Umbria ma fatti da un pastaio locale.
La nostra permanenza a Perugia e’ forzatamente accelerata a causa di un temporale improvviso e di grandi dimensioni. Lasciamo cosi’ Perugia ed il suo centro che ospita in questo giorni Umbria jazz, con il ricordo sensoriale di cioccolata e l’idea di aver visitato non solo una grande azienda ma un luogo che racconta tanto dell’Italia e di noi attraverso sopratutto un cioccolatino con il piu’ dolce dei nomi.

Advertisements

2 responses to “Perugina: tra dolcezza, marketing e storia d’Italia

  1. Complimenti per questo “goloso” articolo. La descrizione minuziosa dell’esperienza che hai vissuto mi ha permesso di immaginare questo viaggio alla scoperta del sapore e del profumo del cioccolato, oltre che di tutte le altre specialità perugine elencate.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s