Reggio Emilia-Stonehaven sola andata

imageDopo un tranquillo e puntualissimo volo Ryanair bologna-edimburgo, svolte le formalita’, prendiamo il bus citylik per il centro. Prezzo a/r 6 euro, biglietto da ritirare al botteghino e acquistato via pc. Scendiamo presso la stazione di Haymarket e dopo circa 40 minuti e aver ritirato il biglietto, saliamo sul treno con prenotazione posto per Stonehaven. In circa 2.5 ore ci portera’ in questa cittadina, nostra prima tappa. Il viaggio e’ tranquillo, il treno pulito e comodo. Abbiamo, come nell’autobus per il centro, la possibilita’ di avere il free wifi. Grande segno di civilta’! Nelle due ore che trascorriamo in treno, attraversiamo diverse cittadine. Il paesaggio mutevole, sfiora centri, campi da golf, architetture industriali, spiagge, mare e campi coltivati. Il grano non e’ ancora maturo, il suo verde tende ad un giallo ancora poco deciso. Il mare cupo lambisce spiagge colpite da alta o bassa marea lasciando le tracce del suo passaggio. Il sole ci abbandona presto, prende il suo posto la nebbia che viene dal mare. È una nebbia che avvolge tutto: paesaggio, gente che passeggia in riva e noi che scendiamo dal treno. Arriviamo alle 13 a Stonehaven e senza grandi difficolta’ troviamo, camminando verso il centro, il nostro b&b: 24/7http://www.arduthieguesthouse.com/
Arduthie Guest House, Ann Street , Stonehaven, AB39 2DA Scotland, tel:0156920762381.
Ottime le recensioni trovate. La location e’ particolare: una casa tardo georgiana e primo vittoriana, con un ricco giardino, una bella scalinata esterna, che ospita anche una galleria d’arte. Il proprietario, Mr. Denis, ci accoglie in modo ospitale, ci mostra la stanza e colloquia con noi. Purtroppo pero’ non possiamo confermare a pieno il giudizio positivo sull’ospitalita’ dal momento che la mattina del 25 luglio nessuno si e’ presentato ad aprirci la stanza della colazione. Non abbiamo dunque mangiato e lasciato la stanza ed i soldi sul comodino. Abbiamo atteso ben un’ora senza che nessuno si presentasse. la tentazione di non pagare la cifra intera mi ha sfiorato, ma credo che una cattiva pubblicita’ sia sufficiente. anche ammesso che sia accaduto qualcosa credo fosse necessario almeno lasciare un biglietto!
La stanza e’ al “top of the house”: spaziosa, elegante e luminosa ha un bellissimo abbaino che da verso il centro ed il mare. Purtroppo la nebbia nasconde, ma noi siamo certi non per molto. Dopo un breve riposo, usciamo per esplorare la cittadina su cui abbiamo letto sulla Loney. I punti di maggiore interesse, il porto, la camminata lungo mare ed il castello di Dunnotter, dove Zeffirelli giro’ il suo Amleto. Il centro della cittadina appare come tipica del nord. Strade squadrate, fiorellini, un certo ordine, esercizi commerciali, luoghi di aggregazione. Nel tentativo di capire dove sia un ristorante pub, dove mangeremo poi a cena, ci avviciniamo al mare. Un odore fortissimo di salsedine ci assale l’olfatto. E’ un mare scuro, cupo e che fa percepire la sua presenza forte attraverso tutti i sensi. Raggiunto il porto, dove una signora in modo autonomo e gentile insiste nel volerci fare una foto di coppia, cerchiamo di imboccare il sentiero che porta al castello. Prima di esso pero’ il monumento Memorial war.
Lo scenario e, a dir poco, un’atmosfera gotica calata dentro un paesaggio fine, agreste ma anche impetuoso, marino e nordico. Dopo una salita ed un tratto pianeggiante tra i campi di grano, raggiungiamo il monumento memorial war, su di una piccola altura dove sostiamo alla ricerca di scorci.
image La nebbia avvolge tutto facendo percepire le forme, lasciando immaginare come e’ il paesaggio con una visibilita’ migliore. Ovvio che il sole sarebbe stato gradito, ma il vapore che circonda e avvolge ogni cosa non tradisce questi luoghi rendendo tutto comunque affascinante. Proseguiamo per il percorso a tratti un po’ accidentato ma comunque fattibile. A destra e a sinistra campi di grano o fiori selvatici. Forte l’odore della vegetazione: a tratti la sua freschezza mi ricorda odori che ho percepito da bambina e che non ricordavo. Ad un tratto, un odore noto ci assale: camomilla! Tra i fiori spontanei una colonia di fiori giganti di camomilla. Il profumo fa si che sembra averla in una tazza calda e fumante. La campagna eimaged la vegetazione fanno largo alle scogliere a picco, falesie, faraglioni, spiagge nere abitate da uccelli stanziali e migratori. Il castello sembra non arrivare mai, quando ad un certo punto si scorge fra la nebbia una sagoma a picco sul mare. E’ un luogo suggestivo: il profilo, la nebbia, la pietra nera con cui e’ costruito, i colori attenuati, le scogliere ed il cupo mare profumato. Immaginiamo il fascino di questo luogo in una giornata tersa, ma cerco comunque il positivo e non mi dispiace vivere comunque una situazione ovattata e gotica come questa. Diverse persone sulle spiagge nere alla ricerca di qualcosa fra la sabbia, di un po’ di pace, di un contatto diretto con il mare nero e cupo. Finito il sentiero fra brughiera, grano e scogliera giungiamo nel punto di raccordo con l’asfalto: una scalinata con alcune centinaia di scaloni porta alla spiaggia ed a cio’ che resta del castello, incastonato sull’altura.
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Rimangono di esso ruderi e qualche ambiente di cui uno con soffitto a cassettoni. Nonostante l’avanzato deterioramento e’ un luogo comunque bello, affascinante e tenuto con cura. Tanti gli ambienti visitabili: cucine, chiesa, torrioni e punti di avvistamento. Finito il giro torniamo al porto e senza soste arriviamo in 30 min al porto, piccolo e confortevole cuore pulsante di questa cittadina. Sono le 17.30 e la cucina appena aperta allo Shipp in ci ospita mentre i locali iniziano (o finiscono) il rito della birra delle 17/18. Mentre mangiamo i locali arrivano, al bancone colloquiano con i baristi e conoscenti, bevono una birra dopo l’altra rilassandosi.
La nebbia si dirada, beneficiamo di un cielo sereno e di una bella luce che ci mostra finalmente i colori della highland. Le alte scogliere coperte di vegetazione bassa assumono colori caldi e accoglienti. Su di esse nidificano puffin e altri uccelli marini. Facciamo un ultimo giro al porto dove la bassa marea scopre le barche colorate ormeggiate. Reti di pescatori e attrezzature, il suono e la presenza dei gabbiani, case con facciate arricchite di fiori, portoncini e buffi camini arricchiscono la visuale del porto.
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Proseguiamo passeggiando sul sentiero della spiaggia. I bambini beneficiano della bassa marea alla ricerca di pesciolini e conchiglie, c’e’ chi passeggia e fa jogging mentre noi stiamo iniziando a prendere coscienza di dove siamo.

 

 

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